ESCLUSIVA CMT8 – Fabrizio Biasin: “Inter, Nazionale e corsa scudetto: vi dico la mia!”

Fabrizio Biasin, noto giornalista sportivo e opinionista televisivo, è stato contattato dal direttore di calciomercatot8.com per ottenere alcuni suoi pensieri relativi a diversi argomenti del calcio attuale. Di seguito troverete l’intervista andata in scena giovedì 15 febbraio, sicuramente una piacevole “chiacchierata” con una delle persone più apprezzate e seguite nel mondo del giornalismo.
La prima domanda riguarda Napoli e Juventus, uno scontro che sta infiammando il campionato italiano: Cosa ne pensa sulla lotta scudetto? Riusciranno i Partenopei a tenere testa ai bianconeri fino alla fine della stagione?
Diciamo che viaggiano su fronti diversi: una è squadra rodata da tanti anni mentre l’altra è una squadra che è arrivata a maturazione quest’anno. Sono sicuramente due squadre che si candidano seriamente allo scudetto. Io sono convinto che il Napoli può farcela ed arrivare fino in fondo, credo che lo snodo sia il punto relativo allo scontro diretto del 22 aprile, perché aldilà dei tre punti poi lì ci saranno anche ripercussioni di carattere psicologico, quella cosa farà molto. Fino a quel momento credo siano destinate a fare tanti punti sempre, magari perdendone qualcuno, ma saranno sempre fianco a fianco. Dopo quella partita probabilmente capiremo qual è veramente la favorita per lo scudetto
 Invece sulla lotta Champions e salvezza, cosa può dirci? Quali sono i suoi pronostici?
 È veramente molto complicato dire chi tra Inter, Roma e Lazio resterà fuori dalla Champions, perché tutte hanno dei difetti; lo abbiamo visto: prima la Roma, poi l’Inter, adesso la Lazio e diciamo che in questo momento è difficilissimo fare un pronostico. La Lazio gioca un calcio probabilmente migliore rispetto alle altre, ma questo non significa che sia destinata ad andare certamente in Champions League. Anche qui secondo me farà la differenza l’ambito europeo: l’Inter non ha impegni da qui in fondo, quindi probabilmente ha/avrebbe un vantaggio che fino ad ora non ha sfruttato. In ambito salvezza invece la situazione è un po’ più chiara. C’è sicuramente una squadra che ha pochissime speranze, e quella è il Benevento, anche se ha cambiato tantissimo. Io sono un grande fan di De Zerbi perché fa giocare le sue squadre a calcio anche se non è facile in certe condizioni, per come si è messa la situazione in classifica la vedo veramente dura una possibile rimonta salvezza. Il Verona mi sembra una squadra seriamente candidata alla retrocessione perché ha tanti difetti. Sulla terza, invece, bisogna capire che cosa succederà da qui in avanti, adesso è veramente complicato pronosticare, perché poi in primavera cambiano gli equilibri: ci sono squadre che fanno tanti punti e altre invece che perdono un po’ il contatto, quindi al momento mi viene da dire che Benevento, Verona e probabilmente Spal siano le squadre più in difficoltà.
In Nazionale è stato confermato Di Biagio come CT per le prossime amichevoli contro Argentina e Inghilterra. C’è qualche possibilità che venga confermato sulla panchina dell’Italia anche per il futuro? Altrimenti chi sarebbe secondo lei il più adatto a questo incarico?
Ci dicono che stanno trattando diversi profili. Io credo che l’intenzione sia quella di arrivare ad un profilo più importante di Di Biagio, anche se non è detto che farebbe peggio degli altri. Molti parlano di Mancini, sicuramente uno dei seri candidati; un altro è Conte, anche se bisogna capire se avrebbe senso ritornare su un CT che ha già fatto la sua esperienza in Azzurro. Per come la vedo io, potrebbero andare su Roberto Mancini.
Un tema molto discusso in questi giorni è quello che riguarda Rafinha e il suo immediato inserimento nell’ambiente Inter. Con sole due presenze da subentrato ha mostrato grandi doti tecniche e portato grinta e fama, cosa che ai nerazzurri mancava da tempo. Lei che impatto ha avuto dal brasiliano?
 
In tanti si aspettavano un inserimento più complicato, ma devo dire che nelle occasioni avute a disposizione ha dimostrato di essere un giocatore dalle qualità tecniche superiori, pensiero sul quale eravamo già un po’ tutti d’accordo. Secondo me ha avuto anche un ottimo impatto dal punto di vista fisico, ci si aspettava qualche problema in più, invece ha fatto vedere di non aver paura nemmeno a mettere la gamba. Per cui io credo che una volta trovata la condizione fisica, che non ci vorrà molto, possa diventare veramente un punto di riferimento e probabilmente anche un titolare.
Un altro giocatore che sta conquistando i tifosi dell’Inter è Cancelo. Anche per lui il futuro è incerto, con un riscatto che dipende anche da Kondogbia. Quante possibilità ci sono per far sì che il terzino portoghese diventi a tutti gli effetti un giocatore nerazzurro a luglio? È possibile che avvenga il riscatto sia di lui che di Rafinha?
Secondo me da quel punto di vista dipende tutto dall’eventuale qualificazione alla Champions. Se l’Inter riesce a qualificarsi ci sarà un certo tipo di ragionamento, viceversa, evidentemente, è difficile pensare che l’Inter possa riscattarli entrambi. Il tutto BISOGNA DIRLO E SOTTOLINEARLO anche perché da qua a giugno ci sarà un appuntamento fastidioso con l’Uefa che impone di chiudere il bilancio a zero entro il 30 giugno, obbligandoti a rientrare di qualche decina di milioni. In assenza di qualificazione alla Champions diventa tutto complicato, viceversa secondo me non è impossibile che si punti a riscattare entrambi. Molto però dipenderà anche da loro, è vero che Cancelo sta facendo bene e Rafinha anche, ma devono assolutamente confermarsi. In poche parole le loro prestazioni devono portare l’Inter alla Champions League e, di conseguenza, diventerebbe anche tutto più semplice in ottica di riscatto.
Mauro Icardi nelle ultime settimane è stato al centro di numerosi dibattiti che lo vedrebbero in contrasto con lo spogliatoio e con un piede verso Madrid, voci in ogni caso non confermate. In società stanno lavorando per un rinnovo con adeguamento per blindarlo in vista del prossimo mercato. Lei ha aggiornamenti in merito?
Si fanno tante chiacchiere relative al rapporto di Icardi con i suoi compagni di squadra, ma io penso che siamo davvero nel campo dei pettegolezzi. In questo momento Icardi non gioca perché è infortunato, e allora si alimentano voci e tanto altro. In realtà la società è stata abbastanza chiara, ma anche lo stesso Icardi ed il suo entourage: la priorità va alla qualificazione alla prossima Champions League e al risultato sportivo. Per il futuro ci si ragionerà a primavera inoltrata quando tutto sarà un po’ più chiaro. Io credo che la sua volontà sia quella di restare all’Inter, aldilà delle chiacchiere. IN QUESTO PRECISO MOMENTO NON C’È NESSUN GENERE DI OFFERTA PROVENIENTE DALLA SPAGNA, per cui è chiaro che in presenza di una clausola tutto può accadere, ma è anche vero che in questo momento è inutile fantasticare rispetto a cose che non esistono.
Come si spiega le pessime prestazioni di Perisic degli ultimi mesi? È un mal di pancia in vista di un possibile addio a giugno?
Io credo che lui non stia giocando appositamente sotto il suo standard perché sarebbe una roba da pazzi. Semplicemente in questo momento, forse sia fisicamente che a livello mentale, è un pochino più indietro rispetto ad inizio della stagione. È un po’ un classico dei giocatori slavi, ci si augura che comunque possa tornare al suo livello. Di sicuro non ha in testa un possibile addio, poi ripeto, siccome se n’è già parlato l’estate scorsa, magari torneremo a parlarne anche l’estate prossima, ma siamo a febbraio e io credo che adesso sia solo concentrato a far bene e mi auguro che possa tornare brillare come fatto ad inizio campionato.
Sono giorni decisivi per l’affare Lautaro Martinez con il Racing. Si sente di spiegarci più nel dettaglio come potrebbe essere impiegato in nerazzurro?
Intanto stiamo parlando di uno dei prospetti più interessanti del calcio sudamericano, non lo scopriamo adesso ma sappiamo che è un giocatore con tante pretendenti. Si, l’Inter probabilmente è in vantaggio, ma non è detto che sia un affare già concluso. Sappiamo che la dirigenza sta lavorando con attenzione all’affare, ci sono degli intermediari importanti e uno si chiama Milito, anche soltanto per questioni di affetto e amicizia. Dovesse mai arrivare questo giocatore, prima di dire che l’Inter ha scoperto il nuovo fenomeno del calcio, è meglio aspettare, visti i recenti “fallimenti” di mercato (pensiamo a Gabigol). Per cui l’intenzione è quella di programmare sul lungo periodo, e infatti si va a prendere un giocatore molto giovane che può fare al caso dell’Inter per il futuro. Questo non significa che Lautaro Martinez escluda Icardi o che sia una mossa per pensare ad un avvicendamento, si cerca invece di costruire un futuro con una rosa competitiva a livello europeo e per fare questo bisogna muoversi con anticipo.

Secondo lei Lautaro Martinez è più un Icardi o un Dybala dal punto di vista tecnico?

Credo che in realtà sia molto prematuro ragionare su una sua posizione in campo e sopratutto in campionati complicati come quelli europei. In Sudamerica sembrano tutti in grado di fare qualunque cosa, poi devono essere verificati a livello europeo e una volta presi poi si capisce dove possono stare. Di sicuro non è un giocatore banale, io credo che possa ricoprire entrambi i ruoli; mi sembra meno una primissima punta e più probabilmente un giocatore di completamento, una seconda punta che possa far da raccordo tra attacco e centrocampo.

In vista del prossimo mercato i tifosi dell’Inter si aspettano delle risposte da Suning. Ci sarà la possibilità di spendere grosse cifre indipendentemente dal raggiungimento dell’obiettivo Champions?

In questo caso è il presupposto che è sbagliato: non è la volontà di Suning che fa la differenza, ma la capacità dell’Inter di arrivare ad investire sul mercato. Questo dipende dall’aumento del fatturato, dalle sponsorizzazioni e da tutto quello che non piace sentire ai tifosi, ed è anche normale dopo vent’anni passati a costruire squadre grazie ai soldi del presidente. Gli accordi con l’Uefa, però, impediscono in questo momento di fare quello che si vuole. L’Inter non può spendere come tutti gli altri club che hanno sottoscritto accordi con l’Uefa o spendere nell’ottica del 70% rispetto ai suoi ricavi e questa cosa prescinde dalla volontà del presidente.

L’ultima domanda riguarda un suo pensiero: qual è il giocatore che l’ha colpita di più in Serie A o in altri campionati?

In questo momento, visto quello che è successo nei due giorni di Champions League, mi viene facile pensare ad Eriksen del Tottenham, un centrocampista che secondo me farebbe la fortuna di tantissime squadre. Non è però una scoperta, nel senso che semplicemente si sta confermando ad altissimi livelli. Un giocatore del genere ti permette di ragionare su una squadra di primissimo piano. Purtroppo credo che sia già fuori portata per tutti i club italiani, visto che in questo momento ha già scelto un campionato dove gli impegni sono di un certo livello e diventa difficile poter arrivare ad un certo genere di giocatore.