ESCLUSIVA CMT8 – Alfredo Pedullà: “Calciomercato, ecco i due nomi caldi della prossima sessione. Scudetto e Champions, le mie riflessioni”

Il direttore di calciomercatot8.com ha a intervistato Alfredo Pedullà, uno degli esperti di mercato più importanti e seguiti in Italia

Il direttore di Calciomercatot8.com ha contattato telefonicamente l’esperto di calciomercato Alfredo Pedullà. Intervista avvenuta venerdì 6 aprile 2018, dopo una lunga conversazione con il giornalista di Sportitalia che ringraziamo per la disponibilità nel rilasciarci le sue testimonianze sul calcio attuale. Un racconto a 360 gradi che passa dal tema del mercato a quello della corsa scudetto e Champions.

La prima domanda riguarda un tuo pensiero inerente alla decisione di anticipare la chiusura del mercato al 18 di agosto, il giorno prima dell’inizio della Serie A 2018/19. Una scelta che i molti non condividono, ma cosa ne pensa Alfredo Pedullà?

E’ una decisione che fa contenti tutti, siamo in un paese in cui tutti devono essere contenti anche se la cosa meno importante rispetto a tanti problemi irrisolti per me era questa. E’ stato un taglio complessivo di circa 20 giorni tra la sessione estiva e quella invernale. Se va bene a loro, va bene anche a me; Dal mio punto di vista, non lo dico perché mi occupo di calciomercato da una vita, sento veramente che i problemi da risolvere nel calcio sarebbero altri: non abbiamo un presidente di Federazione, non abbiamo un Commissario Tecnico, abbiamo il problema degli stadi, dei settori giovanili, degli arbitri, tanti problemi di assetto che ancora non abbiamo risolto. Mi fa un po’ strano pensare che la priorità fosse rappresentata dall’anticipare la chiusura del mercato, però c’è da dire che almeno allenatori e direttori lavorano più tranquilli, i calciatori non avranno le paturnie di dover giocare con l’assillo di cambiare squadra, anche se il bonifico a fine mese arriva sempre. Quindi non è che dici che se hai o no questa preoccupazione il bonifico manca, c’è lo stesso, però se sono contenti così sono felice per loro. Io mi auguro comunque con la stessa volontà e la stessa voglia e frenesia che si vadano a risolvere altri problemi che nel calcio non sono ancora stati risolti.

Negli ultimi anni hai dimostrato di essere il vero re del calciomercato, con un grande numero di esclusive portate a segno e la credibilità di tutti i tifosi che hanno mostrato stima e affetto nei tuoi confronti. Se dovessi fare un podio, quali sono le notizie che ti hanno dato più soddisfazioni e consapevolezza di essere uno dei migliori in Italia?

Intanto per me non esistono Re, Regine, nè Principi o Imperatori, esiste soltanto il lavoro, per cui sotto questo punto di vista credo che il lavoro sia un passaggio fondamentale. Per quanto riguarda le mie esclusive non c’è un podio, perché ci sono state tante notizie. Una però che mi ha dato grande soddisfazione, proprio nei giorni del rinnovo di Gattuso, è stata la nostra anticipazione di un suo ritorno al Milan, davvero una cosa improvvisa. Un’altra notizia molto importante, che ho capito anche grazie ai commenti sui social, è quando la sera prima abbiamo raccontato in diretta che Verratti avrebbe lasciato il suo procuratore storico Di Campli per andare da Raiola e il giorno dopo lo stesso giocatore fece un post confermando il cambio di agente. Te ne potrei raccontare tante altre, ad esempio quando dicevano che Gagliardini non sarebbe mai andato all’Inter a gennaio, oppure l’operazione Caldara-Juve, e ti direi anche quando assicuravano Pochettino sulla panchina dell’Inter mentre noi abbiamo sempre puntato su Spalletti, quando Joao Mario non si sarebbe verificato per problemi di FairPlay e poi negli ultimi giorni di mercato è arrivato a Milano. Tante cose, perchè comunque non c’è un podio, c’è il ricordo di tanti momenti del tuo lavoro che molto spesso si verificano nella tua testa. Ho fatto sei esempi ma ce ne sarebbero davvero tanti altri e ne riemerge proprio il ricordo, perché ormai il mercato dura veramente per tutto l’anno ed è difficile stabilire una classifica.

Tra le tue esclusive degli ultimi anni rimane in mente quella riguardante Spalletti, che tu stesso raffiguri con un simpatico fotomontaggio nella copertina del profilo Twitter. Ora come ora, quali sono le percentuali di un eventuale rinnovo del tecnico nerazzurro? E’ decisiva la qualificazione alla prossima Champions?

La qualificazione alla prossima Champions da 1 a 10 ha una una portata di 8.5/9, semplicemente perché è normale: come il nostro lavoro viene giudicato in base alle notizie, agli ascolti e all’audience, il lavoro di un allenatore viene giudicato in base ai risultati. Per me, a scarso di equivoci, Spalletti ha fatto un ottimo lavoro. Per il momento di blackout che è durato 9/10 partite dal mio punto di vista Spalletti ha delle responsabilità, ma c’è stato un calo generale; lui è partito molto bene, non gli hanno mantenuto le promesse che gli avevano fatto a livello di proprietà, ed è tornato a svolgere quello che aveva fatto nei primi tre mesi di stagione, contrariamente ai suoi “predecessori” che quando l’Inter è scoppiata non sono riusciti a rimetterla in pista. Per cui io, se dipendesse da me, confermerei Spalletti a prescindere da un risultato, che credo comunque l’Inter otterrà. E’ normale aspettare i passi decisivi per riuscire ad avere la certificazione di questa conferma, secondo me ha fatto un lavoro davvero buono in una stagione difficilissima, anche per quelle che erano state le presentazioni o i rumors su altri allenatori.

Proprio ricollegandoci alla coppa dalle “grandi orecchie”, purtroppo negli ultimi giorni abbiamo assistito al tracollo di Juventus e Roma contro Real Madrid e Barcellona. Secondo te cosa manca alle italiane per colmare il Gap con le grandi?

Manca la mentalità, l’esperienza e mi fa un po’ sorridere quando ascolto i giudizi in base ai quali la Juve avrebbe perso 3-0 per episodi; c’è un episodio che ti può aiutare oppure no, ma non sono tre episodi che ti fanno perdere tre a zero. Ci manca la consapevolezza di essere competitivi, la leadership e il carisma che non acquisti al supermercato e non è nemmeno detto che prendendo due grandi campioni non abituati a giocare la Champions la Juve riesca a vincere questo trofeo. La cosa che mi ha colpito di più, in negativo, è che rispetto al primo tempo di Cardiff in cui i bianconeri avevano addirittura sorpassato il Real per il tipo di prestazione prima del tracollo del secondo tempo, mi ha sorpreso molto che in questi mesi, da giugno a marzo, la Juve non abbia fatto passi avanti, anzi forse ne ha fatto qualcuno indietro. Per il tipo di spessore che hanno i bianconeri, per le ambizioni e anche per investimenti fatti, è chiaro che andrà fatta una rivisitazione sul tipo di discorso che è stato impostato negli ultimi mesi, anche perché comunque se arrivi in finale mandando nel primo tempo in difficoltà il Real, all’intervallo di quella partita in tanti avrebbero detto “la Juve è favorita” ed è finita come è finita, ti aspetti nei mesi successivi una crescita di mentalità. Allegri in generale ha svolto un grande lavoro, ma sulla mentalità europea credo che la Juve debba crescere molto e non credo che dipenda soprattutto dal mercato.

Discorso chiuso invece per il settimo scudetto di fila?

Per me non è un discorso chiuso fino allo scontro diretto contro il Napoli. Tralasciando la banalità dell’aritmetica, la Juve ha ribaltato i pronostici di metà stagione vincendo partite incredibili con un DNA che in Italia è completamente diverso rispetto a quello che ha in Europa, però un vantaggio di quattro punti con uno scontro diretto sono un margine che sicuramente mette i bianconeri in una posizione di privilegio. Fino alla sfida con i partenopei per me è una partita aperta, anche perchè la Juve andrà poi a Milano con l’Inter e la penultima a Roma contro la squadra di Di Francesco, sfide molto aperte per le ambizioni di Inter e Roma che a quel punto non sarebbero certe della qualificazione in Champions, soprattutto i nerazzurri. A percentuali superiori al 50% il tricolore sarà juventino, ma per me il campionato non è ancora chiuso.

Mancano poche partite alla fine della stagione e si infiamma la corsa Champions. Quali sono le favorite? 

Ci sono delle partite già questo weekend che sono delle trappole, come ad esempio Roma-Fiorentina. I giallorossi non possono stare tranquilli, perché poi hanno il derby e ci sarà all’ultima giornata Lazio-Inter. Credo che sia la volata Champions più appassionante degli ultimi dieci anni e se dovessi dare una percentuale dovrei vedere qualcuno favorito solamente del 5% e non del 30%. Anche Torino-Inter, i granata adesso stanno meglio, non possono più regalare niente, è andato fin troppo in vacanza. La Fiorentina è reduce da una lunga striscia positiva e la Roma gioca dopo la Champions, poi ci sarà il derby e anche il match contro la Juventus. Io penso che l’Inter abbia molte chance di finire tra le prime quattro. 

Si appresta alla conclusione il campionato e si avvicina l’estate che significa per tutti noi appassionati “tempo di calciomercato”. I tifosi di Inter e Lazio, in attesa di decifrare il proprio futuro europeo, si chiedono quale sarà il futuro di Rafinha, Cancelo e Milinkovic Savic. I primi due stanno facendo innamorare i tifosi dell’Inter, ma non sono certi del riscatto; mentre il laziale sta stupendo già da diverso tempo. Ci sono aggiornamenti in merito a questi tre giocatori?

Per quanto riguarda Milinkovic Savic gli aggiornamenti sono che io vedo due società mediamente sul serbo a cifre superiori ai 100 milioni e credo che sarà molto difficile per la Lazio trattenerlo; può essere il Psg o una delle due squadre di Manchester, ma credo che quando ti offriranno cifre da 100 milioni + 30 di bonus, faccio un esempio non andando troppo distante dalla realtà, i biancocelesti hanno quasi il dovere di cederlo. Su Rafinha e Cancelo , essendo quest’ultimo un po’ concatenato a Kondogbia, mi auguro che l’Inter li riscatti entrambi perché per me sono due tasselli quasi imprescindibili. L’ex Barcellona ha avuto un calo di condizione normale dopo mesi e mesi di inattività però adesso è secondo me è all’80% e ha dimostrato pienamente di poter essere un pilastro della nuova Inter. Io su Cancelo non ho mai avuto dubbi, anzi, devo dire che i giocatori andrebbero seguiti con più attenzione piuttosto che sputare sentenze dopo due mesi, perchè io durante questo arco di tempo mi ricordo che lessi dei giudizi sul portoghese da mettersi le mani nei capelli, gente che forse Cancelo non lo aveva mai visto giocare: “E’ un esterno offensivo, è un brocco, è scarso, è un pacco, un bidone…”. Forse l’Inter, per la prima volta negli ultimi dieci anni, trova una garanzia sulla fascia, anche grazie al lavoro di Spalletti che dovrà continuare ad “educarlo” sempre di più al ruolo di esterno basso. Per entrambi credo che sarebbe consigliabile il riscatto.

Quale potrebbe essere il trasferimento più importante della sessione estiva? Uno in Italia e uno all’estero. Non per forza dal punto di vista economico, ma anche per quello che potrebbe garantire tatticamente alla nuova squadra

Un portiere non garantisce tatticamente, ma io penso che la posizione di Donnarumma bisogna valutarla con grande attenzione. Sono molto curioso anche di capire fino a dove arriveranno le offerte per Koulibaly. Non dimentichiamo che per due estati di fila il Chelsea ha messo sul tavolo del Napoli circa 70 milioni di euro per il difensore senegalese. Se non abbiamo il quadro definitivo di tutti gli allenatori della prossima stagione è difficile parlare di tattica rispetto ad un colpo di mercato. Ho fatto questi due esempi perché secondo me sono illuminanti su situazioni che dovremo seguire: per il centrale del Napoli aumenteranno le offerte mentre il portiere rossonero sarà inevitabilmente una pedina da valutare sul mercato. Aggiungo inoltre che il Milan con Gigio è stato molto scaltro rispetto all’estate scorsa, in quanto lo scorso anno, prima del rinnovo, se avesse ceduto Donnarumma avrebbe dovuto prendere un portiere in fretta e furia, quest’anno invece si è assicurato un grande portiere per tempo, perché comunque Reina a 36 anni da compiere è un giocatore di affidabilità e rendimento, quindi non sarai sotto schiaffo come l’estate scorsa, perché i rossoneri se lo avessero ceduto senza rinnovargli il contratto avrebbero dovuto prendere il sostituto da una lista ristretta. Ora invece hanno il pieno controllo della situazione. E Icardi rimarrà all’Inter? Non vedo un’Inter senza Icardi, se i nerazzurri lo vendessero semplicemente perché hanno preso Lautaro Martinez, che è un eccellente talento per il quale faccio i complimenti per la tempistica, per me non sarebbe una strategia di rafforzamento ma di indebolimento. Entrambi possono giocare assieme e spero che le società italiane importanti finiscano col mettere delle clausole, perché poi si pentono; devono essere solamente simboliche da 250 milioni, anche se c’è ugualmente il rischio che qualcuno te le paga. Non sono d’accordo invece con quelle attuali da 100, 120,150… perché sono soldi che in giro per l’Europa ti possono spendere.

Ringraziamo nuovamente Alfredo per la sua disponibilità nel rilasciarci queste dichiarazioni!