Editoriale: un Milan nel segno di capitan Romagnoli

 

Alessio Romagnoli, difensore classe ’95 del Milan, con il gol di ieri ha mandato in visibilio l’intera tifoseria. Un ulteriore conferma dopo la rete all’ultimo minuto con il Genoa sempre in “zona Cesarini”, che è stata per l’occasione ribattezzata da qualcuno “zona Romagnoli”.

Il recente passato

Forse per il grande attaccamento dei suoi tifosi a quel numero 13 che ricorda Alessandro Nesta, (a cui si ispira) il difensore ex-Roma è stato più volte messo sotto processo quando la squadra non girava, e ha dovuto subire il non facile confronto con il coetaneo nerazzurro Skriniar, che ha sempre esibito performance di altissimo livello, complice il rendimento migliore dell’Inter rispetto ai cugini nella passata stagione.

Come se non bastasse, dopo la parentesi Bonucci, questa estate Romagnoli è stato nominato capitano caricandosi sulle spalle tutte le responsabilità di una squadra giovane e da rifondare sotto la guida di Gattuso.
La scelta della società non ci sorprende, profilo italiano, giovane e su cui fondare una difesa prima e una squadra poi, un giocatore che è mancato nelle ultime stagioni difficili.
Un capitano così giovane non si vedeva dai tempi di Franco Baresi, capitano rossonero ad appena 22 anni (dal 1982-1997).

L’uomo che sposta gli equilibri

Ritornando al presente, la vittoria di ieri alla Dacia Arena lancia il Milan nella corsa Champions, certo sarà fondamentale riuscire a chiudere prima le partite, magari senza l’aiuto di Romagnoli, ma di fronte a due partite consecutive, non si può non osservare, non senza ironia, che questo Romagnoli sta spostando gli equilibri del Milan, con tutti i riferimenti a Bonucci del caso, e chissà se potrà essere il punto di forza di Gattuso per riconquistare l’obiettivo Champions tanto desiderato.