Di Francesco e una rivoluzione taciuta. La Roma alla ricerca del suo massimo

Di Francesco potrebbe essere presto esonerato dalla Roma
Di Francesco potrebbe essere presto esonerato dalla Roma

Contro ogni iniziale previsione, la Roma disintegra il Chelsea di Conte e si ritrova al primo posto del suo raggruppamento di Champions, con una qualificazione praticamente ipotecata. L’altrettanto inaspettato flop dell’Atletico Madrid ha creato una condizione favorevole per la situazione di classifica della Roma, ma una cosa resta innegabile. Che la Roma ha imposto una severa lezione al più blasonato Chelsea, campione d’Inghilterra in carica. A Stamford Bridge si è assistito ad una performance di primo livello dei giallorossi. Capaci di centrare una gran rimonta, hanno poi mancato l’appuntamento con i tre punti lasciando comunque Londra con un punto in tasca. La gara dell’Olimpico ha invece visto la stessa Roma ben schierata della gara d’andata, a segno sempre per tre volte, ma che ha chiuso la porta in faccia ad Hazard e compagni. Il risultato è stata una straripanza totale sugli uomini di Conte, un risultato storico per squadra e città ed una grande rivincita per Eusebio Di Francesco.

La rivoluzione di Di Francesco

Accolto a Roma con qualche sprazzo d’entusiasmo e con cascate di negatività, Di Francesco sta – nel silenzio generale – cercando di portare nella Capitale delle idee nuove, che sta facendo metabolizzare ai suoi. Diverse cose sono cambiate. Non è più la Roma spallettiana che fino all’anno scorso segnava gol a valanga: quest’anno i giallorossi con 17 reti – meno dell’Udinese – detengono il nono attacco della Serie A.  Ma non è più nemmeno la Roma spallettiana che spesso e volentieri veniva infilata dagli attacchi di turno. I 5 gol subiti finora – pur con una gara in meno – piazzano la Roma al primo posto della classifica delle migliori difese di A. Il numero acquista un certo valore anche in ambito internazionale. Difensivamente, nei principali campionati europei, meglio della Roma stanno facendo solo lo United (4 gol) ed il Barcellona (3). Se sia questa la chiave dei buoni risultati europei di DiFra non ci è dato saperlo, ma si capisce come alla base di tutto ci sia un progetto serio. Che però molti ancora – soprattutto tra gli addetti dell’informazione di massa – sembrano non aver colto.

Ma qual è il limite?

Impossibile capire cosa sia in grado di fare ancora questa Roma. Non lo sa, probabilmente, nemmeno essa stessa. Quando un progetto è nelle sue battute iniziali, è sempre difficile capire dove possa collocarsi il livello massimo in termini prestazionali che una squadra può raggiungere. Lo si potrà scoprire strada facendo, ma alcuni segnali importanti ci sono già stati. Negli scontri diretti, i giallorossi se la sono giocata contro chiunque. In primis va ricordata la vittoria di San Siro contro un Milan sì ancora acerbo ma pur sempre pericoloso. Poi c’è la sconfitta di misura con un Napoli al terzo anno di Sarri, e quella con l’Inter dove però forse Di Francesco avrebbe meritato di più. Due sconfitte e due nei, ma i segnali ci sono stati eccome. In Champions, l’imbattibilità che la Roma conserva la dice lunga su come – se ben schierata – la squadra capitolina possa dire la sua, sempre. Basterà un piccolo sforzo per approdare agli Ottavi, e fare i guastafeste anche lì. Anche se poi, oltre i gironi, è tutta un’altra storia…