Cassano, a 36 anni è giunto il momento dei saluti. Lascia ufficialmente il calcio il Pibe de Bari

Cassano lascia il calcio / Con un post sui propri canali social, Antonio Cassano dice ufficialmente addio al mondo del calcio giocato. Lo fa, a malincuore, a 36 anni suonati, dopo una carriera di altissimo livello, ma che lascia qualche rimpianto se si pensa a quello che, quel talento, poteva effettivamente dare.

Diciannove anni tra i professionisti, con militanze in squadre di primissimo livello come Roma, Real Madrid, Milan e Inter, ma non solo. Grandi soddisfazioni, Cassano, le ha avute anche da squadre di blasone leggermente inferiore come Sampdoria e Parma.

Gli inizi e l’affermazione

Barese di Bari vecchia, classe 1982, Antonio Cassano inizia la sua carriera alla Pro Inter, nella periferia della sua città, prima di entrare, quindicenne, nelle giovanili dei Galletti. Il suo talento ben presto diventa noto a tutti e l’esordio tra i professionisti non tarda ad arrivare. E’ l’11 dicembre 1999 quando Eugenio Fascetti lo lancia nella mischia per la prima volta, nel derby contro il Lecce. Cassano ha soltanto 17 anni.

La settimana dopo, da titolare, incantò per la prima volta il San Nicola e l’Italia intera con un gol che rimarrà una delle sue icone, contro l’Inter. E’ il minuto 88 e Cassano controlla un lancio lungo di tacco, poi si accentra tra i difensori e buca il portiere sul primo palo. Il Bari vince 2-1, il suo talento ora è patrimonio della Nazione intera.

In due stagioni a Bari, Cassano segnerà in tutto 6 gol, prima di passare, nel 2001, alla Roma per circa 50 miliardi di lire (circa 25 milioni di euro).

A Roma Cassano ebbe come tecnico Fabio Capello, l’uomo che aveva portato la Lupa in cima all’Italia l’anno prima e che poi avrebbe rincontrato a Madrid in futuro. Quelle quattro stagioni e mezzo giocate in giallorosso portarono il talento di Cassano a un livello superiore, grazie al quale arrivò una Supercoppa Italiana e la convocazione per Euro 2004 in Portogallo.

Nel 2006 passa al Real Madrid, dove in estate si ritrova con Capello. La sua avventura in Spagna, però, non sarà esaltante e gli costerà i primi guai, per colpa delle cosiddette cassanate.

La Sampdoria e le cassanate

Nel luglio del 2007, Cassano lascia il Real Madrid per arrivare alla Sampdoria in prestito. Fatale, nella sua avventura iberica, un’imitazione di Fabio Capello beccata dalle telecamere. Dopo gli anni a Roma, l’avventura doriana di Cassano è stata la più esaltante dal punto di vista della qualità delle giocate e delle soddisfazioni. In tre anni e mezzo a Genova, Cassano (insieme al fido compare di reparto Pazzini) riuscì a portare la Samp fino alla qualificazione ai preliminari di Champions League, poi persi contro il Werder Brema. Inoltre, arrivò anche una finale di Coppa Italia, persa ai rigori contro la Lazio (anche lui sbagliò un rigore). Un altro litigio, questa volta con Garrone, costò al Pibe de Bari il posto alla Sampdoria e lo costrinse al trasferimento nel gennaio del 2011 al Milan. Con i rossoneri ha vinto poi lo scudetto e la Supercoppa Italiana, la seconda della carriera.

Nella stagione seguente, il suo percorso si è dovuto interrompere a causa di un malore che ne ha concluso la stagione già a ottobre, prima del nuovo trasferimento.

In estate, infatti, viene scambiato con l’Inter per Giampaolo Pazzini, il suo compagno di reparto alla Sampdoria. Anche in nerazzurro il comportamento di Cassano non è dei più esemplari e una furibonda lite con Stramaccioni gli costa nuovamente il posto a marzo.

Nell’estate del 2013 passa al Parma e ritrova serenità e grandi prestazioni. Nell’impresa che avrebbe potuto portare i ducali in Europa League c’è molto del suo zampino. Purtroppo, poi, il club emiliano non potrà qualificarsi in Europa a causa di problemi burocratici (la famosa licenza UEFA). L’anno successivo è quello che porta al fallimento del club di Ghirardi e Cassano, a gennaio, rescinderà il suo contratto.

A 33 anni, la carriera di Cassano sembra sul punto di chiudersi.

Gli ultimi anni e l’addio

L’ultimo colpo di coda della carriera di Cassano si ha nel 2015, quando la Sampdoria annuncia il ritorno a casa del barese. La seconda avventura doriana durerà una sola stagione, dopodiché Ferrero annuncerà che Cassano non rientra più nei piani della società. Scaricato per l’ennesima volta, Cassano non torna più a giocare seriamente, ma si allenerà con Verona ed Entella, prima di annunciare l’addio.

Che dire, in un periodo storico in cui all’Italia manca come il pane la qualità, il talento di Cassano sembra venire da un altro pianeta. Le sue giocate, i suoi dribbling e i suoi tocchi di tacco e di punta sono stati, per molti anni, delizie per gli occhi degli appassionati.

L’addio al calcio del ragazzo di Bari Vecchia lascia un solco profondo nell’anima di chi ama il calcio bailado, quello fatto di classe e di fronzoli, oltre che di concretezza cinica, e ci fa capire quanto il tempo scorra rapidamente. Sembra ieri, infatti, che quel ragazzino con l’acne sul viso, calcava per la prima volta il campo del San Nicola. Sono passati 19 anni. L’acne, forse, non c’è più, ma il viso da bambino è sempre rimasto. A 36 anni, Cassano è finalmente diventato grande, il bambino è un uomo e ha deciso che, per il pallone, è ormai troppo tardi.

A noi, con un po’ di amaro in bocca per quello che non siamo riusciti a vedere, rimangono soltanto i video delle sue partite e i ricordi di quei bei pomeriggi.