Belgio, il sogno si ferma in semifinale

I Diavoli Rossi abbandonano il sogno Mondiale

Il Belgio di Roberto Martinez non va oltre le semifinali in questi Mondiali, che rimarranno comunque positivi; solo eguagliato il record del 1986, quando i Diavoli Rossi uscirono di scena in semifinale contro l’Argentina futura vincitrice.

Un Mondiale pieno di grandi speranze

Dopo le delusioni patite ai Mondiali 2014 (eliminazione ai quarti di finale per mano dell’Argentina) e ad Euro 2016 (nuovamente fuori ai quarti, questa volta per mano del più modesto Galles), questi Mondiali del 2018 sembravano l’occasione ideale per il Belgio per riscattarsi e dimostrare il suo enorme potenziale.

Il Belgio, attualmente al secondo posto nel ranking mondiale, fino a ieri aveva condotto un Mondiale pressoché perfetto: 3 vittorie su 3 nei gironi di qualificazione, su cui spicca senz’altro la vittoria contro l’Inghilterra; una vittoria thriller in rimonta contro un sorprendente Giappone negli ottavi; ma soprattutto la straordinaria vittoria nei quarti contro il favoritissimo Brasile.

Quest’ultima vittoria aveva dato nuove grandi speranze al Belgio, che mai come quest’anno hanno creduto alla vittoria finale, salvo poi vedere queste speranze spegnersi nella semifinale di ieri contro la Francia di Deschamps: una corazzata solida, una squadra vera, mix perfetto di esperienza, tecnica, grinta, freschezza, velocità e concretezza. Anche gli uomini di Martinez hanno dovuto capitolare di fronte a quella che è la squadra, a questo punto, più quotata per la vittoria finale.

Ultima occasione?

Ci si chiede se quella persa ieri, fosse l’ultima grande occasione per il Belgio per alzare un trofeo importante, in un palmarès che tutt’ora recita “zero” alla voce “titoli vinti”. In effetti, l’organico dei Diavoli Rossi forse non è mai stato forte come in questi tempi.

I giocatori hanno raggiunto ormai un percorso di maturazione completo: Courtois, Vertonghen, Alderweireld, Kompany, Meunier, Fellaini, Witsel, Mertens, Hazard, Lukaku, De Bruyne, Batshuayi, solamente per citarne alcuni, sono autentici pezzi da novanta al servizio di una squadra che aveva tutte le carte in regola per andare fino in fondo in questa competizione.

A tal proposito ci si domanda se questa semifinale persa possa segnare, da una parte un punto di partenza, dall’altra forse la fine di un ciclo: Euro 2020 ci darà le risposte a questo interrogativo.