L’Atalanta è la scuola migliore d’Italia: il grande lavoro di Gasperini

Gian Piero Gasperini, allenatore dell'Atalanta

L’Atalanta è la scuola migliore d’Italia: il grande lavoro di Gasperini

Nonostante la sconfitta agrodolce di ieri sera, contro il Borussia Dortmund, l’Atalanta sta assumendo sempre di più un ruolo importante nel calcio italiano. Ed il merito è anche del Gasp.

La Forza dello scorso anno

Gli orobici, ora straordinariamente sul pezzo, sono tornati ad altissimi livelli dalla scorsa stagione, quando raggiunsero – addirittura – il 4^ posto in classifica, solo dietro a Juventus, Roma e Napoli. Hanno così stabilito un record nella loro storia, sconfiggendo il 5^ posto ottenuto nella lontana stagione 1947-48. Ma cos’è stata la forza di questa Atalanta? I giocatori, Gasperini e la società. Se è vero che i bergamaschi hanno sempre fruttato talenti – Baselli, Zaza, Donadoni, Tacchinardi, Bonaventura, Donadoni, Pazzini – è anche vero che non hanno mai raggiunto tali vette, sia in qualità di gioco che in qualità di risultati.

Caldara, Spinazzola, Cristante… la Scuola Atalanta

Da quando c’è Gasperini, a cui vanno anche riconosciute le sue immense doti da allenatore, nella città lombarda si sono sviluppati molti talenti, quasi tutti italiani. Guardiamo, ad esempio, Caldara: dopo i convincenti prestiti in giro per l’Italia, l’Atalanta ha scommesso su di lui, lanciandolo in prima squadra. E lui non ha deluso: titolare nel giro di poco, grazie ad una crescita esponenziale al punto da essere acquistato dalla Juventus. Spinazzola, che era arrivato in prestito biennale proprio dalla Vecchia Signora, si è tramutato in uno dei terzini più forti della Serie A: la Juventus, a giugno, voleva anticipatamente terminare il prestito per riprendersi anche lui. Per Cristante la storia non cambia: al Milan già dai 14 anni, non esplode mai. Lascia, rammaricato, l’Italia: va al Benfica. Ma le cose cambiano poco. Nei nerazzurri diventa il punto fermo del centrocampo, lottando su ogni pallone e permettendosi, più volte, di andare a segno.

Petagna, de Roon, Toloi: la lista è lunghissima!

Di nomi che sono sbocciati grazie alla Scuola Atalanta, ce ne sono a faville. Un esempio chiarissimo è Andrea Petagna. Anche lui, come il compagno Cristante, viene messo – giovanissimo – sotto contratto dal Milan. Ma non riesce mai ad esprimere completamente il suo talento. Arrivato a Bergamo, invece, diventa un attaccante importantissimo: fa l’assist-man, componendo inoltre un duo terrificante insieme al Papu Gomez. de Roon, dal canto suo, arriva dall’Olanda come un gioiellino per 1.5 milioni di euro. Un anno dopo, in seguito ad una stagione eccelsa con l’Atalanta, vola in Inghilterra per oltre 14 milioni, per poi tornare un anno dopo. Lo stesso Freuler, arrivato con una grande reputazione dalla Svizzera, non ha deluso le aspettative: senza paura, si è imposto nel centrocampo orobico. Per quanto riguarda Toloi, il difensore brasiliano del ’90 era già una conoscenza del calcio italiano. Pochi anni orsono, difatti, militò per un anno tra le file della Roma, senza mai spiccare. Invece, ancora una volta, arrivato all’Atalanta esplode. Come mai tutti questi giocatori fanno fatica negli altri club, mentre a Bergamo danno il meglio di sè?

Il Lavoro del Gasp, anche con i più “anziani”

La risposta a questa domanda, molto probabilmente, è l’ambiente creato dai bergamaschi. Un clima pacifico, con una società forte e seria alle spalle, ed un allenatore motivante e con quella giusta quantità di brio ed effervescenza. Gian Piero Gasperini, arrivato dopo aver portato il Genoa – ora nella parte destra della classifica – al 5^ posto, sta mostrando continuamente le proprie qualità. Da osservare il lavoro con Ilicic, che non si può ritenere un giovane: nella Fiorentina fece bene, ma mai così tanto. Ora, lo sloveno, sta vivendo una sorta di seconda giovinezza: riesce ad esprimersi al meglio. Proprio come tutti i suoi compagni. L’Atalanta, adesso, sta raccogliendo i frutti dell’eccellente lavoro svolto negli anni precedenti.