Atalanta-Inter 4-1, merito della dea o colpe dei nerazzurri?

Si interrompe a sette la striscia di vittorie consecutive della beneamata, i bergamaschi calano il poker con Hateboer, Mancini, Djimsiti e il Papu Gomez, pleonastico il rigore del momentaneo 1-1 realizzato da Maurito Icardi.

Agli atleti azzurri d’Italia, la compagine di Spalletti ha visto sgretolarsi, tutte le certezze costruite a suon di ottime prestazioni. D’Ambrosio sulla fascia destra è stato ridicolizzato da Gosens, Skriniar ha deluso ogni aspettativa, Asamoah peggiore in campo, Perisic mediocre come tutti i suoi compagni di reparto. Insomma quella che, a detta di Spalletti, doveva essere una prova di maturità da parte dei suoi, si è trasformata in una punizione molto severa. Se invece vogliamo vedere il rovescio della medaglia, è stata una prestazione sontuosa degli uomini di Gasperini che fanno quattro vittorie di fila e agganciano al sesto posto il Sassuolo.

merito della dea o colpe dei nerazzurri?

Molto più marcati, durante tutta la partita sono gli errori degli interisti rispetto ai meriti dell’Atalanta. Partiamo dalle scelte tattiche:Spalletti schiera, come nelle ultime due uscite in campionato, un 4-3-3 con la differenza che non schiera Joao Mario, stravolgendo così la filosofia di gioco, mettendo a protezione del regista, Brozovic, due mediani decentrati, Vecino e Gagliardini.

L’emblema della vittoria della dea avviene al 9′ del primo tempo, ovvero il gol dell’1-0: Gosens la fa da padrone sulla sinistra mette la palla in mezzo dove ad attenderla c’è l’esterno destro Hateboer che insacca.

Gli esterni atalantini hanno tagliato le gambe all’Inter. Molti giocatori nerazzurri sono smebrati molto affaticati, come Politano e Brozovic, ed il tecnico toscano ha toppato alla grande i cambi. Insomma giornata da dimenticare per il popolo nerazzurro, sopratutto per Lucianone che prepara male la parita e, se possibile, la legge peggio. Ora l’Inter cercherà il riscatto, dopo questa dipartita sportiva, contro il Frosinone Spalletti ha a disposizione 13 giorni per recuperare tutto l’organico e lavorare a pieno regime per affrontare al meglio i prossimi impegni.