Antonio Cassano spegne 36 candeline: una carriera tra genio e sregolatezza

Auguri ad uno dei talenti più puri del calcio italiano degli ultimi anni

Bari, 12 luglio del 1982: all’indomani della vittoria degli Azzurri contro la Germania Ovest, nasce Antonio Cassano. Un personaggio pazzesco del calcio contemporaneo, la cui carriera non è forse stata all’altezza del suo incredibile talento.

Gli inizi, la Roma, il Real…

Cresciuto nel Bari, Cassano si fa conoscere nel calcio italiano a metà stagione 1999/2000 quando viene schierato titolare contro l’Inter; in quella partita, Cassano segnerà il suo primo gol in Serie A, valevole per il definitivo 2-1. Quel gol lo designò da subito come un predestinato, facendo notare immediatamente un talento cristallino.

Due stagioni dopo, Cassano viene notato dalla Roma, che lo acquista: qui il talento di Bari Vecchia cresce, all’ombra di Totti, e continua a dimostrare il suo enorme talento. Nel periodo romano però, il classe ’82 inizia a far intravedere il suo carattere vulcanico e talvolta difficile da gestire, come dimostra ad esempio una celebre esultanza con annessa distruzione di una bandierina del corner, oppure il rifiuto di un rinnovo contrattuale proposto dal compianto presidente Sensi a 3,2 milioni all’anno, una cifra importante per il mercato dell’epoca.

Nel 2005 la grande chiamata della sua carriera, al Real Madrid: qui però, Cassano non esploderà mai definitivamente, nemmeno sotto l’ala protettrice del suo ex allenatore alla Roma, Fabio Capello, con cui anzi avrà un rapporto complicatissimo, che lo porterà alla rescissione del contratto e al ritorno in Serie A.

Dal 2007 in poi

Nel 2007 Cassano torna in Italia, alla Sampdoria: il suo arrivo a Genova fu molto sentito, per un calciatore vogliosissimo di rilanciarsi nel calcio che conta; difatti, tra una cassanata e l’altra, l’attaccante si impone nel cuore dei tifosi blucerchiati e non solo, a suon di prestazioni positive, conquistando, tra l’altro, la qualificazione ai preliminari di Champions League, e una finale di Coppa Italia.

Cassano rimarrà alla Samp per 3 anni e mezzo, salvo poi accasarsi al Milan, dove conquisterà il suo primo e unico Scudetto. Successivamente, si trasferirà ai cugini dell’Inter, dove non brillerà particolarmente. Per il suo ennesimo rilancio bisognerà attendere il passaggio al Parma, dove Cassano dimostrerà per l’ennesima volta ciò di cui è capace. Nel mezzo, 39 presenze con la Nazionale italiana, la cui ultima presenza risulta la nefasta sconfitta dei Mondiali 2014 contro l’Uruguay.

Rientro o ritiro?

Nel 2017, dopo un discreto ritorno con la maglia della Sampdoria, Cassano si accasa al Verona durante il ritiro estivo; l’ultima cassanata è quella che vede Il Pibe de Bari Vecchia lasciare il ritiro degli scaligeri dopo neanche venti giorni dalla firma sul contratto.

Da quel momento, Cassano è svincolato e oscilla su un dilemma: rientrare nel calcio giocato o ritirarsi definitivamente? Negli ultimi tempi, il nome di Cassano è spesso stato accostato all’Entella, squadra ligure, e dunque vicina alla sua famiglia; con la retrocessione della squadra in Serie C, questo passaggio difficilmente si concretizzerà.

Eppure Cassano continua a dire di ricevere corteggiamenti da varie squadre: chissà. Sarebbe sicuramente bello ed esaltante vedere ancora all’opera uno dei talenti più puri che il calcio nostrano ci abbia regalato negli ultimi anni. Nel frattempo, tanti auguri Antonio!